Il demone di Sahasrara Cakra

Namasté,

in questi giorni sto approfondendo la Terapia dei Punti Marmani, punti energetici, simili a quelli dell’agopuntura cinese. Sono situati in varie parti del corpo e vengono stimolati, tramite il massaggio, al fine di ottenere un effetto benefico e di bilanciamento dei tre dosha, Vata, Pitta e Kapha.

settimo cakra I primi punti che ho preso in considerazione sono quelli della testa, soprattutto quelli posti lungo la sutura sagittale del cranio, che sono in relazione con Sahasrara Cakra, il cakra della corona o Loto dai Mille Petali. Leggendo di questo cakra, sono incappata in una citazione di Charles Whitfield, medico americano specializzato nell’assistere i sopravvissuti a maltrattamenti infantili e persone con problemi di dipendenza:

“E’ attraverso il dolore e non ottenendo ciò che mi aspetto, che imparerò di più sui miei attaccamenti e su me stesso, e in tal modo potrò crescere. …. La sofferenza può imporre una nuova prospettiva e percezione di quella che è la realtà. Attraverso ripetute frustrazioni può indebolire l’ego abbastanza da permettere la rinuncia e la resa, che apre l’individuo alla possibilità di trascendere i suoi precedenti sistemi di convinzioni e livelli di coscienza”.

LunaSpesso ci si chiede, soprattutto nei momenti meno felici e quando la sofferenza invade la nostra vita, perché? Qual’è il motivo di tanta sofferenza per il genere umano? Possiamo seguire un cammino spirituale e, certo, questo ci aiuta ad alleviare l’ansia di vivere, ci aiuta a avere una visione differente di noi stessi e della realtà che ci circonda, arrivano delle risposte. Ma la sofferenza del vivere rimane comunque, seppur più leggera.

Quando ho letto le parole di Whitfield ho pensato che sì, potrebbe essere proprio così. Per evolverci ad un livello di coscienza superiore, il mezzo che abbiamo a disposizione è la sofferenza. Una sofferenza la cui origine va cercata all’interno di noi stessi, nella nostra incapacità di indebolire il nostro ego lasciando così trasparire la nostra vera essenza, Nel nostro “attaccamento”, il demone del settimo cakra.

uomo e universoCi attacchiamo al mondo materiale, al tempo, all’esteriorità, al nostro bisogno di controllo, alla nostra ricerca continua di risultati. Tutto questo ci impedisce di aprire la mente a qualcosa di più vasto, all’energia universale di cui siamo parte.  Pensiamo che il nostro attaccamento possa evitarci la sofferenza e perdiamo di vista il suo vero significato.

Se guardiamo la sofferenza in una prospettiva differente, come un’opportunità di crescita, possiamo imparare a conoscerci attraverso la ricerca della sua vera causa. In questo viaggio all’interno di voi stessi, tenete sempre presente quanto detto sopra, è quasi sempre l’attaccamento eccessivo che porta a soffrire. Fatevi delle domande e trovate le risposte.

Lo yoga stesso ci insegna che per evitare la sofferenza, Dukha, dobbiamo lasciare andare l’attaccamento. Solo così, poco a poco, potrà nascere un nostro nuovo sé, più consapevole, più cosciente.

OM Shanti, Shanti, Shantih

Lucia Padmavati

uomo tramonto

 

 

Padmavati

Padmāvatī , insegnante e terapista Yoga, Yoga Terapia e Ayurveda, diplomata presso la scuola quadriennale C.Y. Surya del Maestro Amadio Bianchi (Swami Suryananda Saraswati). Si è inoltre diplomata in Naturopatia (900 ore) presso la Scuola Italiana di Heilpraktiker (Centro Ayni) di Milano nel 2004. Attualmente insegna Yoga a Torre delle Stelle presso Alchimissa Yoga

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